Lo Statuto

Art.1

La Deputazione di Storia Patria per la Venezia Giulia ha sede in Trieste. Essa ha il compito di promuovere gli studi storici relativi alla Venezia Giulia, di raccoglierne e pubblicarne le fonti, come ad esempio codici diplomatici, raccolte statutarie e di cronache, schedari, regesti ed inventari; di organizzare manifestazioni a questo fine (convegni, congressi), di diffondere la conoscenza della storia regionale, di tutelarne il patrimonio storico ed artistico, di formulare pareri in materia di toponomastica.

Art.2

La Deputazione si compone di Deputati e di Soci, che costituiscono il Corpo Accademico. Organi della Deputazione sono:
– il Corpo Accademico;
– l’Assemblea;
– il Consiglio Direttivo;
– il Presidente;
– il Vice Presidente;
– il Segretario;
– il Tesoriere.
Tutte le cariche sono gratuite.

Art.3

I Deputati sono scelti fra coloro che, per mezzo di pubblicazioni o di altre attività specifiche nel campo degli studi, hanno dimostrato di poter efficacemente cooperare al raggiungimento dei fini della Deputazione. La loro designazione, su proposta del Consiglio direttivo, previa segnalazione di almeno due Deputati, è deliberata dall’Assemblea dei Deputati a maggioranza di voti e a scrutinio segreto. Il loro numero è fissato in venti.Dopo una permanenza di venti anni nella posizione, i Deputati passano in soprannumero con la qualifica di “Deputati emeriti”, conservando tutte le prerogative dei Deputati. I relativi posti sono dichiarati vacanti. Tutti i Deputati ricevono gratuitamente le pubblicazioni sociali.

Art.4

I Soci sono distinti nelle seguenti categorie:
a) onorari;
b) benemeriti;
c) corrispondenti nazionali;
d) corrispondenti esteri;
e) ordinari.
Tutti i Soci sono nominati dall’Assemblea dei Deputati, salvo quanto è stabilito nell’art. 5.

Art.5

Possono essere nominati soci onorari, su proposta di almeno sei Deputati, coloro che abbiano giovato in modo cospicuo all’attività della Deputazione, o che abbiano acquisito meriti eccezionali per gli studi storici della Venezia Giulia. Il loro numero non può essere superiore a cinque. Sono inoltre considerati Soci onorari pro tempore il Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, i Presidenti delle province di Trieste e di Gorizia, e i Sindaci delle città capoluogo delle stesse province.

Art.6

Possono essere nominati Soci benemeriti, su proposta del Consiglio direttivo, coloro che con cospicui contributi in danaro e con l’apporto di altri beni abbiano dato notevole incremento all’attività della Deputazione. Il loro numero non può essere superiore a cinque.

Art.7

Soci corrispondenti nazionali possono essere nominati, su proposta di almeno cinque Deputati, i cittadini italiani cultori di storia o di materie affini, ai quali siano dovuti scritti ragguardevoli concernenti la Venezia Giulia. Essi hanno diritto di acquistare le pubblicazioni della Deputazione alla metà del prezzo di copertina. Il loro numero non può essere superiore a venticinque.

Art.8

Soci corrispondenti esteri possono essere nominati, su proposta di almeno cinque Deputati, gli studiosi di altra cittadinanza che abbiano illustrato la Venezia Giulia con scritti importanti di storia o di argomenti affini. Il loro numero non può essere superiore a sette. Essi, al pari dei Soci onorari e benemeriti, hanno diritto di ricevere gratuitamente il periodico sociale “Quaderni Giuliani di Storia” e di acquistare le altre edizioni alla metà del prezzo di copertina.

Art.9

Possono essere nominati Soci ordinari coloro che ne abbiano fatta domanda al Presidente della Deputazione. Con l’ammissione nel Corpo accademico essi hanno diritto di acquistare le edizioni della Deputazione con l’abbuono del 30% sul prezzo di copertina. Il loro numero non può essere superiore a settantacinque.

Art.10

L’Assemblea è composta da tutti i Deputati. È convocata in adunanza ordinaria entro il primo quadrimestre di ogni anno; in adunanza straordinaria ogniqualvolta sia giudicato necessario da almeno un terzo dei Deputati. Gli avvisi di convocazione devono essere spediti almeno otto giorni prima della data fissata e contenere l’ordine del giorno dei lavori. Qualora siano previste votazioni per la nomina di nuovi Deputati o Soci, l’invito deve essere spedito quindici giorni prima. Nell’adunanza ordinaria sarà tenuta una manifestazione a carattere scientifico.

Art.11

L’Assemblea elegge i Deputati e il Consiglio direttivo; nomina i Soci, salvo quanto è stabilito nell’art. 5; approva il bilancio preventivo e il conto consuntivo, la relazione annuale, il piano di lavoro predisposto annualmente dal Consiglio direttivo; nomina il Collegio dei revisori dei conti.

Art.12

Per la validità dell’Assemblea ordinaria occorre che sia presente almeno la metà dei Deputati più uno. È valida qualunque sia il numero dei presenti nella seconda convocazione, che può aver luogo nello stesso giorno della prima, alla distanza di almeno un’ora. Le deliberazioni dell’Assemblea si intendono valide se adottate a maggioranza di voti. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le veci. I Deputati che non possono intervenirvi hanno facoltà di farsi rappresentare da un altro Deputato presente in Assemblea mediante delega scritta. Le adunanze possono tenersi sia nella sede ufficiale sia in altra località che il Consiglio direttivo riterrà opportuno prescegliere.

Art.13

Il Consiglio direttivo è composto dal Presidente, da un Vice Presidente, del Segretario, dal Tesoriere e da due Consiglieri, tutti eletti dall’Assemblea dei Deputati, a maggioranza dei voti ed a scrutinio segreto. Il Consiglio nomina quale Direttore delle pubblicazioni della Deputazione un Deputato o un Socio, che entra a far parte di diritto del Consiglio stesso. Qualora il Direttore nominato ne faccia già parte, il suo posto nel Consiglio direttivo sarà occupato dal primo dei non eletti. Il Consiglio dura in carica tre anni ed i suoi membri sono rieleggibili. I membri del Consiglio che non intervengano, senza giustificato motivo, a tre adunanze decadono dalla carica. Alla loro sostituzione provvede il Consiglio, per chiamata del primo dei non eletti.

Art.14

Il Consiglio direttivo provvede all’amministrazione ed alle attività della Deputazione, delibera su tutto quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche, indice convegni periodici, organizza manifestazioni e prende tutte quelle iniziative che sono nell’interesse dell’istituto, in conformità al piano di lavoro approvato in Assemblea. Esso delibera a maggioranza di voti e le sue adunanze sono valide quando siano presenti non meno di quattro dei suoi membri. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente o di chi ne fa le veci. Il Consiglio direttivo è convocato dal Presidente ogniqualvolta lo ritenga necessario o a richiesta di almeno tre dei suoi componenti.

Art.15

Il Presidente ha la rappresentanza legale della Deputazione; convoca e presiede le adunanze del Consiglio direttivo e dell’Assemblea, promuove e dirige in genere tutte le attività dell’istituto; firma i diplomi e gli altri provvedimenti di nomina.

Art.16

In caso di assenza o di impedimento, il Presidente sarà sostituito dal Vice Presidente o dal Deputato più anziano nel ruolo di Deputato.

Art.17

Il Segretario assolve tutte le mansioni inerenti al suo ufficio, tra cui le verbalizzazioni, e tutte le altre che gli possono essere affidate dal Consiglio.

Art.18

Il Tesoriere ha in consegna, sotto la sua responsabilità, il patrimonio e la cassa della Deputazione, provvede alla riscossione delle entrate ordinarie e straordinarie, al pagamento delle spese ordinarie e – su mandato del Presidente – di quelle straordinarie; compila e presenta al Presidente il bilancio consuntivo dell’anno sociale trascorso ed il preventivo di quello in corso, provvede alla conservazione di tutti i registri ed alla contabilità della Deputazione.

Art.19

Il Collegio dei revisori dei conti è formato da tre membri effettivi e due supplenti, che possono essere anche estranei alla Deputazione. I revisori dei conti restano in carica tre anni. Il Collegio deve riunirsi almeno una volta ogni trimestre. I revisori dei conti curano la tenuta del libro dei verbali delle adunanze e delle deliberazioni del Collegio, partecipano di diritto alle adunanze dell’Assemblea e del Consiglio direttivo, con facoltà di parola ma senza diritto di voto, verificano la regolare tenuta della contabilità della Deputazione e dei relativi libri e registri, dando parere sui bilanci consuntivo e preventivo.

Art.20

La Deputazione promuove almeno un Convegno di studio ogni anno, con lo scopo di far conoscere la propria attività scientifica e di tenere una o più relazioni o comunicazioni di cui vengono incaricati Deputati o Soci; altre comunicazioni possono essere tenute, previo l’accordo con il Consiglio direttivo. I convegni scientifici della Deputazione sono pubblici.

Art.21

La Deputazione cura l’edizione di due serie di pubblicazioni, l’una di carattere periodico, “Quaderni Giuliani di Storia”, e l’altra costituita da volumi autonomi. I “Quaderni” comprendono, oltre a studi monografici, edizioni di documenti e rassegne bibliografiche, gli “Atti” della Deputazione. Nei volumi autonomi sono pubblicate fonti (statuti, cronache, diari, epistolari) e ricerche di carattere monografico concernenti la storia, la cultura e l’arte della Venezia Giulia: la Deputazione, oltre a promuovere queste edizioni, può farsene editrice essa stessa.

Art.22

La responsabilità delle pubblicazioni spetta al Consiglio direttivo, quale Comitato di redazione. Su richiesta del Direttore delle pubblicazioni e con l’approvazione del Consiglio direttivo, al Comitato di redazione possono essere aggregati altri membri.

Art.23

Ogni lavoro pubblicato dalla Deputazione direttamente e a sue spese diventa proprietà della medesima. La Deputazione ha facoltà di autorizzarne la riedizione o l’ulteriore utilizzazione. L’autore degli eventuali volumi autonomi ha diritto a venticinque esemplari. Gli autori di ogni scritto inserito nei “Quaderni” hanno diritto a 25 estratti del medesimo.

Art.24

Il patrimonio della Deputazione è costituito dai beni mobili ed immobili che pervengono alla stessa a qualsiasi titolo, da elargizioni o contributi da parte degli enti pubblici e privati o persone fisiche e giuridiche, dagli avanzi netti di gestione. Per l’adempimento dei suoi compiti la Deputazione dispone delle seguenti entrate: contributi, eventuali, erogati da enti pubblici e privati o di qualsiasi altro genere; redditi derivanti dal suo patrimonio; introiti realizzati nello svolgimento della propria attività.

Art.25

Alla Deputazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita della Deputazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge o siano effettuate a favore di altre associazioni con finalità analoghe che per legge, Statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura. La Deputazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse o accessorie per natura a quelle statutarie, in quanto integrative delle stesse.

Art.26

Per modificare il presente statuto occorre la presenza fisica di almeno tre quarti dei Deputati convocati in Assemblea straordinaria ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Non sono ammesse deleghe. Le proposte di modificazioni devono essere presentate dal Consiglio direttivo o da almeno cinque deputati. In questo secondo caso il Consiglio direttivo deve convocare l’Assemblea dei deputati entro tre mesi dalla data di presentazione delle proposte, per deliberare in merito.

Art. 27

L’estinzione dell’Ente avviene su proposta del Consiglio direttivo e col voto favorevole di almeno tre quarti dei componenti l’Assemblea, che contestualmente delibera la devoluzione dei beni a favore di altra Associazione o Fondazione similare.